La vecchia Chiesa di St. Ann's |
La scuola della Parrocchia di St. Ann's fondata da Monsignor Bove |
La Chiesa di St. Ann's in Providence, copia bellissima,
specie dal lato artistico, della Chiesa di San Giovanni e Paolo di Venezia |
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Dalla nativa terra di Albano di Lucania, ove aveva visto la luce il 27 maggio del 1877 e aveva celebrato
la sua prima messa, mistica nozza con Dio, il giorno 9 di giugno del 1900, il reverendo don Antonio Bove, spinto dalla sua febbre di apostolo, emigrò
negli Stati Uniti di America, a Provviclence R. I., Stato del Rhode Island, il 4 di gennaio del 1901.
Due amori lo stimolavano alla grande milizia del sacrificio e del benefizio: la Fede e la Patria.
In Provvidence, come già nella sua diocesi di Tricarico, seppe in breve guadagnarsi la fiducia dei suoi superiori ecclesiastici e segnatamente quella
dell'arcivescovo di Provvidence. Mattew Harkings, per il suo zelo apostolico, il suo fervore cristiano e patriottico, la sua dottrina e la sua austera
semplicità di vita.
Fu quasi subito nominato parroco della Chiesa italiana di S. Anna. Ma la Chiesa, così com'era, povera e disadorna, non gli sembrò degna
dei trentamila italiani, che vivono e prosperano in Provvidence, e del prestigio della nazione italiana. E pensò subito a edificarne una nuova,
più grande, più degna della fede e dell'Italia, una chiesa, che fosse vanto della colonia italiana e s'imponesse all'ammirazione per il
suo fasto artistico e il suo decoro architettonico. Era una impresa terribile. Ma vi sono delle nature prodigiose, che, quando sono prese dal fascino
di una bella idea, non conoscono più ostacoli e si cimenterebbero anche col fuoco per toccare il trionfo.
Nove anni durò la fatica magnifica di Don Antonio Bove. Ma il 16 ottobre del 1910, la nuova chiesa italiana di Sant'Anna in Provvidence sorgeva,
come fuori da un incanto, copia perfetta e fedele della chiesa veneziana di S. Giovanni e Paolo, e Monsignor Matteo Harkings la inaugurava solennemente
al culto dei fedeli. Era un miracolo. Don Antonio trionfava, ma nel suo grande e schietto cuore evangelico si faceva piccolo in Cristo, umiliandosi
secondo lo spirito di Francesco di Assisi.
Il suo pensiero maturava nuovi propositi di azioni generose e utili, per la sua Fede e la sua Patria.
Risolto il problema della Chiesa italiana, si avvide che i trentamila italiani di Provvidence mancavano di una vera e propria scuola di pura
italianità. Il suo patriottismo ne fu intimamente ferito. E si diè all'opera per provvedere.
Anche questa volta, il miracolo fu compiuto. Fondò prima l'asilo infantile, nel 1912, un «dopo scuola, nel 1914. L'edificio scolastico,
bello, severo, imponente, capace di 700 alunni, sorse in breve tempo e dal 29 ottobre del 1916 è aperto ai figli e alle figlie degli italiani
di Provvidence, che vi apprendono, in corsi bilingui, i principi elementari. La custodia e l'insegnamento dell'asilo e della scuola è affidato
alle pie suore dell'Istituto Venerini di Roma.
Il funzionamento e i risultati della scuola italiana sono eccellentissimi. S. E. Diaz — messaggero di italianità ai nostri fratelli di
oltreoceano—visitando la scuola parrocchiale di Provvidence, espresse il suo più, alto plauso a Don Antonio Bove, e il Governo italiano
concesse alla Scuola un considerevole sussidio.
E. Diaz a testimoniare l'alta sua stima per Don Antonio Bove, si fece fotografare accanto e lui, nell'atrio della scuola, fra le bambine italiane,
che offrivano fiori, cinte i fianchi del tricolore.
Il papa Benedetto XV ne fu entusiasmato. E, prima ancora che la scuola venisse inaugurata, nella dedica d una fotografia a Don Antonio Bove, cosi ne
scriveva «Al dilettissimo figlio D. Antonio Bove, parroco della chiesa parrocchiale italiana di S. Anna in Provvidence (R. I.) inviamo di
cuore 1'apostolica benedizione, come attestato di paterno affetto e come auspicio dei frutti che aspettiamo dal suo zelo nel promuovere l'inaugurazione
di una scuola elementare ».
Un anno di funzionamento della scuola, il Cardinale Vico, per espresso incarico del Pontefice, così scriveva a Monsignor Matteo Harkings:
« l'altra volta mi diressi a V. E. per ringraziarla. Oggi vengo a compiere un incarico del S. Padre. Sua Santità apprese con piacere
la riverenza e l'affetto filiale addirnostratoLe dal M. Rev.do D. AntonioBove.
In occasione di servigi importantissimi per la Diocesi di Provvidence, e cori uguale soddisfazione apprese gli elogi che V. E. fece pervenire alla
S. C. Concistoriale dello stesso D. Antonio Bove e delle opere da lui intraprese nella Diocesi di Provvidence per amore delle anime e della
religione. M'incarica pertanto il S. Padre di trasmettere a V. E. una medaglia, come fo in pacco separato, affinché Ella voglia compiacersi
di consegnarLa al lodato D. Antonio Bove, come segno della sovrana soddisfazione dell'Augusto Pontefice per tutto il bene che ha tatto in Provvidence
e per la soggezione intera e cordiale che professa al proprio Vescovo ed a Monsignor Lowney, ed aggiungo, per l'interesse che ha spiegato per
l'Asilo di Fiumicino.
Né qui si fermava l'opera di Don Antonio Bove. Il mantenimento della Scuola gli assorbiva oltre duemila dollari all'anno, ed era costata
oltre dollari centomila. Ma don Antonio Bove trova modo, nella sua infinita carità cristiana, di soccorrere emigrati, associazioni
patriottiche e cattoliche, poveri ed ospedali, di inviare somme per il terremoto di Messina e della Toscana, per l'eruzione del Vesuvio, per
la Croce Rossa italiana, durante la guerra, per gli orfani e i ciechi di guerra, per i profughi del Veneto, per tutte le calamità nazionali.
E se la sua opera in favore della sua fede trova il riconoscimento e il plauso delle più alte autorità ecclesiastiche, dal Vescovo di
Provvidence al Papa, la sua opera di italianità, pura e semplice, trova il plauso pieno e incondizionato delle autorità italiane.
Il R. Agente consolare di Provvidence lo segnalò alla gratitudine del Governo italiano, con una lettera riservatissirna del 23
febbraio 1919.
Il 20 ottobre del 1920, l'ambasciatore italiano a Washington faceva giungere a Don Antonio Bove la sua espressione di gratitudine per
l'ingente somma di lire 7.488 da lui raccolta e inviata in favore dei danneggiati dal terremoto di Toscana. Ci piace qua riportare
la relazione, che La Suora Augusta Setaccioli, dell'istituto Venerini, inviò al Ministro italiano della Pubblica Istruzione
una relazione sull' utilità e sul funzionamento dell'Asilo e del Dopo Scuola, fondati da Don Antonio Bove. In Provvidence
R. I. l'apostolo lucano don Antonio Bove continua infaticabilmente nella sua opera illuminata di Fede e di amor di Patria, contento
solo del bene che fa, e facendosi sempre più umile ad ogni nuovo conseguito per Cristo e per l'Italia. Siano per lui la
gratitudine e il plauso di tutti gli uomini di buona volontà. Perchè l'opera, ch'Egli ha compiuta e continua a compiere,
in silenzio, è ben meritevole del consenso e della lode di tutti gli uomini, i quali abbiano a cuore il bene della loro Patria
e la grandezza della loro fede. Noi pensiamo che l'umanità potrebbe davvero essere in breve redenta, se quanti hanno in loro
facoltà la potenza di fare il bene imitassero l'esempio nobilissimo di Don Antonio Bove.
da "la Basilicata nel Mondo" (1924 -1927)
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Providence città e porto degli USA, con 160.728 abitanti è la capitale dello stato di Rhode Island.
Quest'ultimo ha una superficie di 3.139 Kmq con un milione di abitanti.e situata negli USA sudorientale nella nuova Inghilterra.
Pianeggiante, costellato da bacini lacustri. Pesca (ostriche, crostacei, aringhe); risorse idroelettriche e risorse diversificate.
Sorto nel 1647 dall'unione delle colonie indipendenti di Providence, Portsmouth, Newport, Warwick; indipendente dal 1776, nel
1790 entrò a far parte dell'unione. |
Lo stemma dello Stato di Rhode Island |
Mezzo Dollaro coniato in occasione del trecentenario di Rhode Island (1636-1936) |
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